Siamo davvero a un passo dal nuovo Bear Market? Tutta la verità sui dati storici

Apri un qualsiasi portale di finanza, scorri i social o ascolta il “guru” di turno, e il ritornello è sempre lo stesso: “I mercati sono sui massimi, la bolla sta per scoppiare, preparatevi al nuovo Bear Market!”.

Diciamocelo: chiamare il crollo imminente è lo sport preferito di Wall Street. D’altronde, i profeti di sventura suonano sempre più intelligenti degli ottimisti. Ma noi in questo blog non viviamo di sensazioni o di titoli acchiappaclick. Noi viviamo di numeri e di dati statistici.

È vero, siamo nel bel mezzo di un mercato rialzista importante. Ma siamo davvero così vicini al baratro? Per scoprirlo, abbiamo aperto i libri di storia finanziaria e abbiamo analizzato tutti i cicli di mercato dal 1928 a oggi.

Preparatevi, perché la statistica potrebbe sorprendervi.

1. Anatomia dei Bull Market: I Dati dal 1928 a Oggi

Per capire dove stiamo andando, dobbiamo guardare dove siamo stati. Ecco la radiografia esatta di tutti i Bull Market (mercati rialzisti) registrati nell’ultimo secolo:

Periodo StoricoDurata (Mesi)Rendimento Totale
1928–192918 mesi+83,7%
19322 mesi+89,4%
1933–193411 mesi+97,3%
1935–193723 mesi+113,6%
19389 mesi+55,4%
1942–194649 mesi+150,4%
1948–1961166 mesi+411,1%
1962–196877 mesi+97,9%
1970–197230 mesi+62,3%
1974–198074 mesi+121,2%
1982–198761 mesi+208,0%
1987–2000153 mesi+559,0%
2002–200761 mesi+90,0%
2009–2019130 mesi+339,5%
2020–202121 mesi+84,4%
2022–2026*~46 mesi~+108,0%

(Nota: i dati del ciclo attuale sono indicativi e aggiornati alla situazione corrente).

2. Il Paradosso della Statistica: L’Inganno della “Media”

Guardando la tabella, sorge spontanea una paura diffusa: il bull market in cui ci troviamo ha superato i 46 mesi ed è vicinissimo alla durata media storica di un mercato rialzista (circa 5 anni). Quindi, per la legge dei grandi numeri, dovremmo essere agli sgoccioli, giusto?

Sbagliato. Dal punto di vista prettamente statistico, questo ragionamento è un enorme abbaglio. Paradossalmente, più tempo passa e sopravvive un bull market, più tempo potrebbe volerci affinché si verifichi un bear market.

Facciamo un esempio pratico per capirci: l’aspettativa di vita. Se l’età media di una popolazione è 75 anni, non significa affatto che quando compi 74 anni sei a un passo dalla fine. Al contrario! Siccome l’età media è trascinata verso il basso da chi, purtroppo, è venuto a mancare nei primissimi anni di vita, essere riusciti ad arrivare sani e salvi a 75 anni significa che la tua nuova aspettativa di vita è ben più alta.

Applicando questo stesso identico ragionamento al mercato, un bull market che è già sopravvissuto per 46 mesi non va confrontato con i “fuochi di paglia” da 2 o 9 mesi. Se calcoliamo la media isolando esclusivamente i bull market storici che hanno avuto una durata superiore a 46 mesi, scopriamo che l’aspettativa di vita residua del nostro mercato rialzista si proietta a circa 96 mesi (esattamente 8 anni).

Allo stesso modo, se prendiamo solo i bull market che hanno superato il +108% di rendimento (come quello attuale), il rendimento medio di questi “super-cicli” si attesta alla sbalorditiva cifra del 271,8%.

Ovviamente nessuno possiede la sfera di cristallo. Queste elaborazioni servono semplicemente a far capire come andrebbero lette davvero le statistiche relative alla durata media: anche se è meno probabile, non c’è scritto da nessuna parte che non si possa “morire” finanziariamente domani, ma i dati ci dicono che c’è ancora molto spazio di manovra.

3. L’Orizzonte a 10 Anni: Un Campanello d’Allarme?

Se il breve termine non deve terrorizzarci, è sul lungo periodo che dobbiamo iniziare a fare i conti con la realtà. Riprendiamo l’analisi dei rendimenti Rolling già esplorata nei nostri articoli precedenti (vedi l’articolo “Analisi Storica del PAC“).

Oggi ci troviamo in una situazione in cui i rendimenti a 20 anni sono estremamente alti rispetto alla mediana storica. Questo è un segnale classico: difficilmente i prossimi 20 anni saranno caratterizzati da rendimenti altrettanto esplosivi.

Guarda il grafico qui sotto, che mette in relazione i rendimenti di un PAC a 20 anni con i rendimenti dei 10 anni immediatamente successivi.

I dati parlano chiaro: quando un Piano di Accumulo (PAC) a 20 anni registra un rendimento rolling superiore al 12% annuo (esattamente la zona in cui gravitiamo oggi), i rendimenti dei 10 anni successivi tendono a essere sistematicamente più bassi della media. Il mercato respira, le valutazioni si comprimono e la festa rallenta.

4. Breve Termine vs Lungo Termine: Nessuna Certa

Se il grafico a 10 anni ci suggerisce prudenza, potremmo essere tentati di vendere tutto domani mattina. Ma attenzione a non confondere il lungo termine con il breve termine!

La stessa dinamica di raffreddamento fisiologico, infatti, non si riscontra affatto nel breve termine. Guarda ora lo stesso grafico, ma proiettato sui 2 anni successivi anziché su 10.

Come puoi notare, la nuvola di punti è completamente caotica e dispersa. Non c’è alcuna correlazione solida. Significa che, nonostante le valutazioni storicamente alte, il mercato potrebbe tranquillamente continuare a correre per altri 1 o 2 anni regalandoci ritorni positivi.

Conclusione: L’Arte dell’Asset Allocation

Tiriamo le somme. Siamo sicuramente su livelli alti, sia in termini di valutazioni attuali sia per quanto riguarda i rendimenti incassati nel recente passato. Tuttavia, i dati nudi e crudi non ci danno alcuna certezza matematica che il tanto temuto Bear Market busserà alla nostra porta tra un mese o tra due anni. Per quanto ne sappiamo, e la statistica non lo esclude, questo ciclo rialzista potrebbe continuare a correre indisturbato per altri 5 anni.

Qual è, quindi, lo scopo di questo articolo? Attenzionare l’investitore sull’importanza vitale del posizionamento e dell’Asset Allocation.

Oggi il tuo portafoglio deve avere un duplice obiettivo:

  1. Evitare di assumerti troppo rischio: I dati ci sussurrano che i prossimi 10 anni potrebbero essere caratterizzati da rendimenti più bassi e non c’è motivo di spingere sull’acceleratore quando la strada davanti a noi potrebbe essere in salita.
  2. Evitare di uscire dal mercato: Liquidare tutto oggi per la paura di un crollo significa perdersi un’eventuale corsa rialzista che ha ancora ragioni statistiche per esistere.

Il Market Timing (cercare di indovinare i massimi e i minimi) è un gioco a cui è impossibile vincere perché nessuno può prevedere il futuro. La vera vittoria risiede in una pianificazione equilibrata, capace di farti dormire la notte durante i crolli e di farti sorridere durante le salite.

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