Quando si parla di rendimenti storici dei mercati finanziari, quasi tutti gli esempi partono da un presupposto poco realistico: investire una grossa somma tutta insieme e lasciarla lavorare per 10, 20 o 30 anni. Nella realtà, però, la maggior parte degli investitori costruisce il proprio patrimonio attraverso un PAC (Piano di Accumulo del Capitale), cioè effettuando un investimento periodico ogni mese.
Ed è qui che nasce una domanda interessante:
Quali sono stati i rendimenti storici di un PAC?
Sorprendentemente, trovare un’analisi basata su dati reali non è così semplice. Così ho deciso di farla io.
Metodologia dell’analisi
Per analizzare i rendimenti storici di un Piano di Accumulo, ho utilizzato i dati dello S&P 500 dal 1° gennaio 1970 al 1° gennaio 2026.
Poiché un PAC prevede versamenti periodici e non un investimento effettuato in un’unica soluzione, il rendimento è stato calcolato attraverso il Tasso Interno di Rendimento (TIR), che tiene conto di ogni singolo versamento effettuato durante il periodo di investimento.
Ogni punto dei grafici rappresenta quindi il rendimento annualizzato ottenuto da un investitore che avesse iniziato il proprio Piano di Accumulo un determinato numero di anni prima.
Ad esempio, il valore del 1° luglio 2002 indica il rendimento che avrebbe ottenuto chi avesse iniziato il proprio PAC il 1° luglio 1982.
Questo approccio fotografa molto meglio la realtà rispetto ai classici esempi “investo oggi e ci rivediamo tra vent’anni”.
Rendimenti storici di un PAC di un anno: qui comanda la volatilità
Il primo grafico mostra i rendimenti storici di un PAC della durata di un anno. Se speravate in una linea tranquilla… mi dispiace deludervi.
Con un orizzonte così breve il mercato decide spesso di ricordarci che investire non è una passeggiata. Le oscillazioni sono enormi e il risultato finale dipende moltissimo dal momento in cui si inizia ad investire.
Chi parte nel momento giusto può ottenere risultati molto elevati.
Chi parte nel momento sbagliato… scopre rapidamente perché tutti insistono sull’importanza dell’orizzonte temporale.

PAC di 10 anni: il tempo inizia a fare il suo lavoro
Passando ad un Piano di Accumulo di 10 anni, il quadro cambia sensibilmente.

Le oscillazioni diventano decisamente più contenute.
Le grandi crisi finanziarie continuano a lasciare il segno, ma il loro impatto viene progressivamente diluito dai nuovi versamenti effettuati durante tutto il periodo.
È uno dei principali vantaggi dell’investimento periodico: quando il mercato scende si continua ad acquistare quote a prezzi inferiori, riducendo il prezzo medio di carico.
Il tempo, insomma, inizia finalmente a fare il lavoro per cui è stato assunto.
Rendimenti storici di un PAC di 20 anni
È però osservando un PAC ventennale che emerge il dato più interessante.

Mantenendo la stessa scala dei grafici precedenti, si vede immediatamente come la variabilità dei risultati diminuisca drasticamente. (passiamo da un +/-60% investendo a un anno a 0/15% investendo a 20 anni)
Attenzione: questo non significa che un Piano di Accumulo garantisca rendimenti elevati.
Esistono periodi storici particolarmente sfortunati.
Ad esempio, chi avesse concluso il proprio PAC nel febbraio 2009 avrebbe ottenuto un TIR dello 0,66%, risentendo contemporaneamente dello scoppio della bolla Dot-com e della crisi finanziaria del 2008. Una concentrazione di eventi che definire “sfortunata” è quasi un eufemismo.
La buona notizia è che, anche nello scenario peggiore osservato, un investimento ventennale non ha prodotto rendimenti negativi.
Tabella dei rendimenti storici del PAC
I dati riassuntivi raccontano la stessa storia.
| Durata PAC | Minimo | 1° Quartile | Mediana | Media | 3° Quartile | Massimo |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 anno | -56.93% | 0.74% | 11.39% | 10.06% | 21.94% | 59.06% |
| 10 anni | -9.92% | 5.09% | 9.51% | 8.89% | 12.08% | 19.23% |
| 20 anni | 0.66% | 6.17% | 8.58% | 8.59% | 10.28% | 15.59% |
La cosa più interessante non è tanto il rendimento medio.
È la progressiva riduzione dell’incertezza.
Un PAC di un anno può produrre qualsiasi risultato, da perdite importanti a guadagni eccezionali.
Un PAC di vent’anni, invece, presenta una distribuzione molto più concentrata.
In altre parole: il mercato rimane imprevedibile, ma il risultato finale diventa decisamente più stabile.
La distribuzione dei rendimenti conferma tutto
Anche osservando la distribuzione dei rendimenti storici emerge chiaramente lo stesso fenomeno.



Con l’aumentare della durata dell’investimento periodico, la dispersione dei risultati si riduce progressivamente.
Tradotto: la fortuna conta sempre meno.
Ed è probabilmente una delle migliori notizie che un investitore possa ricevere.
Conviene investire con un PAC?
Questa analisi non dimostra che il mercato salga sempre. Non dimostra nemmeno che un Piano di Accumulo elimini il rischio.
Dimostra però qualcosa di estremamente importante: più aumenta l’orizzonte temporale, più diminuisce la probabilità che il risultato finale dipenda esclusivamente dal momento in cui si è iniziato ad investire.
Il vero vantaggio del PAC non è prevedere il mercato, è rendere il tempo il proprio migliore alleato.
E’ proprio questo il messaggio più importante che emerge dai rendimenti storici del Piano di Accumulo, perché il mercato continuerà sempre a sorprenderci ma un buon investimento periodico, mantenuto con disciplina per molti anni, ha una straordinaria capacità di trasformare l’incertezza in probabilità.

