Previsioni di Borsa: Come Stimare i Rendimenti Futuri a 10 Anni (Senza la Sfera di Cristallo)

C’è un rito che si ripete ogni singolo dicembre nel mondo della finanza. Le grandi case d’investimento, le banche d’affari e i sedicenti guru di Wall Street pubblicano i loro “Target Price” per l’anno successivo. Con grafici patinati e toni solenni, ti dicono esattamente dove chiuderà l’S&P 500 il 31 dicembre dell’anno dopo.

Vuoi sapere qual è l’affidabilità di questi report? Praticamente zero.

Se analizziamo lo storico delle previsioni a un anno degli analisti, scopriamo un dato imbarazzante: si sbagliano quasi sempre, con un margine di errore medio che sfiora i 10 punti percentuali. Se stimano un +5%, il mercato fa un -5% o un +15%.

Questo accade perché stimare i rendimenti di breve termine è matematicamente impossibile. Nel breve periodo (1-3 anni), i mercati finanziari sono dominati dal rumore: guerre, pandemie, decisioni a sorpresa delle banche centrali, tweet di politici e pura emotività umana. Nel breve termine, come diceva Benjamin Graham, il mercato è una macchina per votare, guidata dal sentiment.

Ma se allunghiamo l’orizzonte temporale a 10 anni, la nebbia del rumore svanisce. Il mercato si trasforma in una macchina per pesare, e i rendimenti tornano a essere ancorati a regole matematiche e fondamentali aziendali. In questo articolo, con l’aiuto di due fonti autorevoli, vedremo esattamente come calcolare questi rendimenti attesi.

1. Il Metodo Bogle: Come Stimare il Rendimento Azionario a 10 Anni

Per capire come si calcola il rendimento futuro del mercato azionario, non serve un supercomputer. Basta affidarsi a uno dei testi sacri della finanza personale: “Il piccolo libro dell’investimento” di John C. Bogle, il leggendario fondatore di Vanguard.

Bogle ci insegna che il rendimento azionario totale di un decennio non è magia nera, ma la semplice somma di due componenti: il Rendimento Fondamentale (la realtà del business) e il Rendimento Speculativo (l’emotività degli investitori).

Ecco la formula scomposta in tre semplici fattori:

A. Rendimento da Dividendi (Dividend Yield)

È la percentuale di utili che le aziende distribuiscono agli azionisti ogni anno in contanti. È un dato certo e pubblico. Se l’S&P 500 quota 100 e distribuisce 1,5 in dividendi, il Dividend Yield di partenza è dell’1,5%.

B. Crescita degli Utili (Earnings Growth)

Le aziende reinvestono parte dei profitti per crescere, innovare e vendere di più. Storicamente, gli utili delle aziende americane sono cresciuti a un ritmo molto vicino alla crescita del PIL nominale, storicamente attorno al 5-6% annuo.

Nota bene: La somma di Dividend Yield + Crescita degli Utili genera il Rendimento Fondamentale. È la ricchezza reale creata dalle aziende. Se i dividendi sono all’1,5% e gli utili crescono del 5%, il rendimento fondamentale è del 6,5%.

C. Il Rendimento Speculativo (La variazione del P/E)

Questa è la variabile che frega tutti. Il rapporto Prezzo/Utili (P/E) indica quanto gli investitori sono disposti a pagare per 1 dollaro di utili.

  • Se oggi il mercato è euforico e il P/E è altissimo (es. 30), e tra 10 anni torna alla sua media storica (es. 15), questa “contrazione del multiplo” sottrarrà rendimento al tuo portafoglio.
  • Se oggi compri in piena crisi con un P/E basso (es. 10), e tra 10 anni il mercato torna ottimista (es. 15), l’”espansione del multiplo” ti regalerà un rendimento extra.

La stima a 10 anni di Bogle è semplice: Somma i dividendi iniziali alla stima di crescita degli utili, e poi aggiungi (o sottrai) l’impatto atteso del P/E nel decennio.

2. Il Mercato Obbligazionario (Un orologio svizzero)

Se stimare l’azionario richiede qualche assunzione sulla crescita degli utili, stimare i rendimenti di un portafoglio obbligazionario aggregato a 10 anni è di una facilità disarmante.

Le obbligazioni sono contratti matematici. Il fattore predittivo numero uno per indovinare il rendimento di un fondo obbligazionario a 10 anni è semplicemente il suo Rendimento a Scadenza Iniziale (Yield to Maturity – YTM) al momento dell’acquisto.

Se oggi compri un ETF obbligazionario globale o un titolo di Stato a 10 anni che ha un rendimento a scadenza del 4%, puoi stare matematicamente certo che, mantenendo l’investimento per l’intero decennio e reinvestendo le cedole, il tuo rendimento annualizzato finale sarà incredibilmente vicino a quel 4%. Niente speculazioni, niente sorprese: l’YTM di oggi è il rendimento di domani.

3. Perché Crypto, Oro e Materie Prime sono “Incalcolabili”

Un concetto fondamentale espresso nel podcast riguarda la differenza abissale tra asset produttivi e asset non produttivi.

Il metodo di Bogle e le stime sui rendimenti attesi funzionano solo per strumenti che generano flussi di cassa (cash flows), ovvero dividendi (per le azioni) o cedole (per le obbligazioni).

Se applichiamo questa lente a Oro, Materie Prime (Commodities) o Criptovalute (come Bitcoin), la formula si rompe:

  • Dividendi generati dall’Oro? Zero.
  • Crescita degli utili di un barile di petrolio? Zero.
  • Cedole pagate da Bitcoin? Zero.

Poiché il rendimento fondamentale è inesistente, il 100% del prezzo di questi asset è dettato dal Rendimento Speculativo. Il loro valore futuro dipende esclusivamente dal fatto che qualcun altro, tra 10 anni, sia disposto a pagare quel pezzo di metallo o quel codice informatico più di quanto lo hai pagato tu (la cosiddetta Teoria del più stupido o puro incrocio di domanda/offerta).

Questo non significa che questi strumenti non saliranno di prezzo, ma significa che dal punto di vista della finanza quantitativa è impossibile calcolarne un rendimento atteso decennale. Inserirli in una pianificazione finanziaria rigorosa significa passare dall’investimento all’azzardo.

4. La Stima per i Prossimi 10 Anni

di seguito analizziamo quindi i rendimenti dei prossimi 10 anni con la metodologia che ci siamo detti.

Per semplificazione, ipotizziamo che il rendimento speculativo sarà pari a zero. Ad oggi siamo a livelli alti di P/E ratio rispetto ai valori storici ma nulla vieta che questo livello continui a crescere (non avendo possibilità di stimare questo andamento in modo più preciso, ipotizziamo un valore nullo).

il rendimento da dividendi lo prendiamo dagli index factsheet di msci e la stima di crescita degli utili la prendiamo dal report “Alternative Thinking” di AQR.

Asset ClassRendimento da dividendiCrescita UtiliTotale
Azionario USA1,13%2,7%3,83%
Azionario ex-USA2,55%2,5%5,05%
Azionario Globale1,53%2,6%4,13%
Bond USA//4,3 – 5,3
Bond ex-USA//4,5 – 5,5

Queste stime sono relative a rendimenti reali a cui poi va aggiunta l’eventuale inflazione stimata per individuale i rendimenti nominali.

Come leggere questi dati

Questa tecnica in passato è stata in grado di stimare molto bene i rendimenti di mercato. I numeri che abbiamo individuato ci lanciano un avvertimento cruciale: i rendimenti stratosferici (12-15% annuo) visti dall’S&P 500 nell’ultimo decennio sono un’anomalia statistica dovuta a un’enorme espansione speculativa (i prezzi sono saliti molto più velocemente degli utili reali).

Per il prossimo decennio, la matematica ci dice di abbassare le aspettative sul mercato americano, che sconterà un decennio di rendimenti probabilmente inferiori alla propria media storica. Allo stesso tempo, ci mostra come la diversificazione geografica globale abbia oggi un motore di rendimento atteso molto più potente, proprio perché partono da valutazioni più economiche.

Conclusione: Cosa fare con i propri soldi?

Sapere che l’azionario americano potrebbe rendere solo il 4% o 5% annuo nei prossimi dieci anni non deve generare il panico e non deve spingerti a smettere di investire. Anzi.

Queste stime ti servono esattamente per collegarti al concetto di Pianificazione Inversa di cui parleremo nel prossimo articolo. Se sai che i rendimenti futuri saranno probabilmente più bassi di quelli passati, hai solo due scelte matematiche per raggiungere comunque i tuoi obiettivi finanziari:

  1. Risparmiare di più: Aumentare la rata del tuo PAC.
  2. Diversificare meglio: Evitare la concentrazione del 100% in un singolo mercato (come gli USA) ed esporsi ad asset allocation globali che presentano premi al rischio migliori per il decennio in arrivo.

Lascia le previsioni a 12 mesi a chi gioca in borsa. Costruisci il tuo portafoglio pesando i flussi di cassa reali e guarda ai prossimi 10 anni. La matematica dei mercati, nel lungo periodo, non mente mai.

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